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Vitamina D: che cos’è e dove trovarla


Per vitamina D si intende un gruppo di proormoni liposolubili (cioè che si sciolgono nei grassi, per questo viene meglio assorbita se associamo cibi oppure integratori che la contengono a un buon olio).

Le forme più importanti e nelle quali possiamo trovare la vitamina D sono:

- D2 o ergocalciferolo di provenienza vegetale (funghi, latte di soia) ma meno potente

- D3 o colecalciferolo si trova negli alimenti di origine animale (olio di fegato di merluzzo, tuorlo d’uovo, salmone, sgombro, tonno, sardine, ostriche).

La vitamina D la si può ottenere, quindi, dalla dieta ma la maggior parte viene prodotta dai raggi solari.

Una volta prodotta, essendo liposolubile viene immagazzinata nel tessuto adiposo e dal quale viene liberata in piccole quantità; pertanto in soggetti in cui è presente una maggiore massa adiposa tendono a sequestrare in questo tessuto buona parte di vitamina D e quindi renderla meno disponibile all’ utilizzazione delle altre cellule del corpo.

La vitamina D ottenuta attraverso la dieta deve essere trasformata nella sua forma attiva, il calcitriolo. L’attivazione avviene principalmente a livello del rene e del fegato. Per cui nelle insufficienze renali e nell' epatiti croniche possono mancare oppure ridurre questa forma di attivazione.

La fonte principale di approvvigionamento della vitamina D è il Sole.

Ci sono molti fattori fisici che possono influenzare la produzione di vitamina D:

- l’ora del giorno, quando il Sole è allo zenit e i suoi raggi sono più corti sono più efficaci

- il periodo dell’anno, la stagione estiva è più ricca si raggi UVB. Le lampade solari emettono UVA, quindi danneggiano la pelle e la vista senza attivare la preziosa vitamina D

- la latitudine, i raggi solari sono più intensi all’ equatore, dove la distanza del Sole dalla Terra è minore

- l’altitudine, i raggi sono più intesi in montagna

- l’inquinamento atmosferico, specie nelle grandi aree metropolitane agisce da schermo (i raggi UV penetrano meno nella pelle per formare la vitamina D ma possono ugualmente provocare ustioni)

- il colore della pelle, più questa è scura, con un alto grado di melanina, meno riceve i raggi UVB che producono la vitamina D. La melanina è un pigmento che assorbe i raggi UV, quindi, per formare la stessa quantità di questa sostanza, le persone di colore necessitano di maggior tempo espositivo

- l’età, un settantenne possiede un quarto della capacità di sintetizzare e attivare questa sostanza rispetto ad un ventenne

- il peso corporeo, le persone in sovrappeso, soprattutto quelle con maggior massa grassa, hanno difficoltà ad avere disponibile la vitamina D depositata nelle cellule adipose

- l’abbigliamento, più copriamo il corpo e diminuiamo il contatto diretto della pelle con il sole, minore sarà la produzione di vitamina D. Nel Medio Oriente viene riferita un’ alta incidenza di rachitismo e osteomalacia in donne e bambini musulmani, probabilmente causate dall’eccessiva copertura di abiti. Sarebbe sufficiente fare una passeggiata di 20 minuti sbracciati

- vita artificiale, nelle nostra vita moderna si usa vivere in casa, uffici, scuole, etc… per cui l’esposizione solare è molto diminuita rispetto ai tempi dei nostri antenati che vivevano principalmente all’aria aperta

La dose giornaliera raccomandata RDA è calcolata in 400 UI, la dose sale a 600 UI per le persone sino ai 70 anni e 800 UI per quelle più anziane, i dosaggi attuali di assunzione di vitamina D dagli alimenti sono insufficienti, in misura maggiore per i vegetariani, vegani e persone sopra i 60 anni per cui, spesso, può rendersi necessaria una supplementazione.

Una carenza di vitamina D è stata messa in relazione con:

- problemi dell’apparato scheletrico, quali rachitismo, osteomalacia, osteoporosi (la vitamina D promuove il riassorbimento di calcio a livello intestinale e renale, pertanto agisce sul metabolismo osseo, aumentando i livelli di calcio disponibili a depositarsi nelle ossa)

- asma bronchiale

- malattie infettive ricorrenti (la vitamina D ha un ruolo chiave nel sistema immunitario)

- malattie autoimmuni, come la psoriasi, artrite reumatoide, il lupus, la vitiligine, morbo di Crohn

- dolori muscolo-scheletrici cronici

- deterioramento cognitivo senile e malattia di Alzheimer

Dottoressa Valentina

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